I LABILI CONFINI

pdb-bortolussiCi siamo!
Il 14 novembre è partita la campagna di crowdfunding per la pubblicazione, da parte di un nuovo, piccolo, grande editore, INTERNO POESIA (sì, lo stesso del bellissimo sito letterario che è ormai diventato un punto di riferimento per poeti, lettori e appassionati della parola), della mia nuova raccolta di poesie, intitolata I labili confini. La campagna durerà un mese, per chiudersi, spero trionfalmente, il 15 dicembre. Avete dunque tempo un mese (ma fatelo prima, perché l’autore a pezzi non vorrebbe, in questo caso, tenere fede al proprio nome…) per visitare la pagina del progetto sul sito di Produzioni dal Basso, la prima piattaforma di crowdfunding in Italia (questo il link), scegliere la vostra formula di pre-acquisto preferita, ordinare la vostra copia (o le vostre copie) del libro e aspettare, comodamente seduti in poltrona davanti al caminetto acceso, che il libro, piccolo, prezioso ed elegante, vi atterri in grembo entro la fine dell’anno.cover
Nella sua preziosa, fulminante prefazione, Roberto Mussapi definisce I labili confini “un libro di dolore e speranza”, ed è vero: soprattutto alla luce dell’orrore elettorale che l’America ci ha appena riservato, e contro cui nei prossimi quattro anni saremo chiamati a lottare, questa terra che (pur con tutte le sue contraddizioni) per molti di noi è sempre stata Sogno rischia adesso di trasformarsi in incubo. Compito della poesia, quando e dove e come può, quello di riportarla alle dimensioni del Mito, di ricordarle perché per noi è sempre rimasta un Orizzonte.

I labili confini si compone di due parti. La prima, La scelta del plantigrado, è un poema di una trentina di pagine, un noir in versi che è il sequel ideale del poemetto, uscito sulle pagine del mio precedente Califia (Jaca Book, 2014), che si intitolava L’innato autolesionismo del plantigrado (potete trovarlo in versione integrale anche su questo stesso blog, cliccando qui). Il protagonista è ancora lo stesso detective vecchio e stanco che nell’avventura precedente veniva trasformato punitivamente in orso dai potenti di Hollywood per avere, come si suol dire nel genere, scelto “il caso sbagliato”.
Ancora Mussapi: “Allucinata la visione del plantigrado che tentando la sua avventura di umano finisce per rinunciarvi, ritornando all’origine -comprendente urla belluine, ire furiose, gestualità animali a lungo controllate e limate nel tentativo stoico di reprimerle”.
La seconda parte del libro, Di altri spiriti guida, è una visione panteistica, numinosa e “innamorata” di un universo naturale, e soprattutto animale, che si presenta allo sguardo umano come vertiginosa collezione di ierofanie.

Non mi resta che invitarvi con tutto il cuore a partecipare attivamente a questo piccolo, grande, poetico progetto e mettermi pateticamente a fissare, da vero autore a pezzi, gli schermi del mio computer, del mio laptop, del mio tablet e del mio cellulare (possibilimente tutti insieme) nella speranza che ci aiutiate a varcare i labili confini tra sogno e realtà .

Cliccate, sostenete, diffondete, parlatene: per essere viva, la poesia ha bisogno dei suoi lettori.

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