Un uomo di cuore

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Stephen Dobyns non è soltanto un romanziere di vaglia (non conosco la sua serie di gialli ambientati a Saratoga nel mondo delle corse dei cavalli, anche perché sono allergico tanto al mystery classico quanto al pelo equino, ma posso personalmente garantire sulla qualità di almeno tre suoi romanzi sul lato oscuro della cosiddetta Smalltown America, Il santuario delle ragazze morte, Il ragazzo nell’acqua e The Burn Palace), ma anche, e per quanto mi riguarda soprattutto, un ottimo poeta (qui trovate una sua bella intervista sul mestiere pubblicata dal New Yorker).

Stephen-Dobyns

Pressoché sconosciuti in Italia, i suoi versi si inscrivono nella grande tradizione della prosodia americana del XX secolo e di questo scorcio del XXI; sono versi che raccontano ed esplorano, senza quasi mai rinunciare a una “finta” colloquialità (finta perché in realtà ricercatissima e affilata come un coltello) e a un sottofondo tragico e assurdo di commedia . Una specie di incontro (im)possibile fra il delirio esistenziale e psicotropico di un John Berryman e l’ironia quotidiana di un Billy Collins.
La poesia che ho tradotto per l’incontenibile gioia dei miei sfuggenti lettori appartiene a un libro pubblicato da Penguin nel 1999 e intitolato Pallbearers Envying the One Who Rides (traducibile, già che ci siamo, con il decisamente meno musicale “Portatori di bara che invidiano il passeggero”).

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Come tutte le altre liriche della raccolta,  vede protagonista un personaggio di nome Heart (Cuore), visto in primo luogo come il benemerito organo-pompa, in secondo luogo come l’allegorica sede delle emozioni umane e infine, last but not least, come un signore di nome Heart.
Leggete e palpitate con lui.


 

LIKE A REVOLVING DOOR

Heart feels sad. He’s tired of being a heart
and wants to be a lung. A lung never lacks
a sister or a brother. He wants to be a finger.
A finger always has a family. Or a spleen
which only feels anger and is never sad.
Sometimes Heart feels joyous, beats with vigor.
But then the old stories resurface again:
hardship, cruelty, the Human Condition.
A kidney never faces these problems alone.
The eyes in unison devise a third dimension.
Not by being solo do the ears create stereo.
But Heart must turn outward for comradeship,
to seek another heart, a journey fraught
with uncertainty. Like a revolving door –
such is falling in and out of love. And
the betrayals! Heart needs only to consult
his book of broken hearts to feel pessimistic.
But soon he puts on a fresh shirt and heads out
to the highway. He hangs a red valentine heart
from a stick so people will guess his business.
No matter that the sun is sinking and storm-
clouds thicken. Approaching headlights glisten
on his newly pressed shirt and on his smile
which looks a trifle forced. Dust catches in his hair
and makes him cough. Why is heart alone in the chest?
Because hope is an aspect of the single condition
and without hope, why move our feet? To see himself
as purely a fragment: such is Heart’s obligation.
Let’s quickly depart before we learn what happens.
Sometimes a car stops. Sometimes there is nothing.

Copyright © Stephen Dobyns, 1999
From Pallbearers Envying the One Who Rides, Penguin Books 1999

COME UNA PORTA GIREVOLE

Heart si sente triste. È stanco di essere un cuore
e vuole essere un polmone. A un polmone non manca mai
un fratello o una sorella. Vuole essere un dito.
Un dito ha sempre una famiglia. O uno splene
che prova solo rabbia e non è mai triste.
A volte Heart è pieno di gioia, batte con vigore.
Ma poi riemergono le solite vecchie storie:
avversità, crudeltà, la Condizione Umana.
Un rene non deve mai affrontare problemi simili da solo.
Gli occhi concepiscono insieme una terza dimensione.
Non è da soliste che le orecchie creano lo stereo.
Ma Heart deve guardare all’esterno per cercare compagnia,
per trovare un altro cuore, ed è un viaggio carico
di incertezze. Come una porta girevole –
sono così l’amore e il disamore. E
i tradimenti! Heart deve solo consultare
il proprio libro dei cuori infranti per essere pessimista.
Ma poi indossa una camicia nuova e si dirige
in autostrada. Appende un cuoricino rosso di carta
a un bastone perché si capisca cosa fa.
Non importa che il sole stia calando e che nubi
di tempesta si stiano ammassando. I raggi dei fari
fanno brillare la sua camicia stirata e un sorriso
che appare un po’ forzato. La polvere gli si annida nei capelli
e lo fa tossire. Perché Heart è solo nel petto?
Perché la speranza è un aspetto della condizione del singolo
e senza speranza per quale motivo ci muoveremmo? Vedersi
come puro frammento: è questo l’obbligo di Heart.
Allontaniamoci rapidi prima di scoprire cosa accade.
A volte si ferma un’automobile. A volte non c’è nulla.

Copyright traduzione © Stefano Bortolussi, 2015
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