Mese: luglio 2015

PaperLife

Sul blog letterario PaperLife, la cui lettura consiglio a tutti e non solo per motivi narcististici, una bella, profonda, lucidissima lettura del mio poemetto L’ultima preghiera di Aparicio nelle fauci del coguaro e della risposta di Patrizia Villani, Sogno e preghiera di Presencia. Grazie @BooksPrincess!

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Gioco d’anticipo

Prima o poi doveva succedere: l’autore a pezzi è a pezzi.

Sono abbastanza sicuro di non provocare scene di isteria beatlesiana e violente crisi di astinenza annunciando che questa informale rubrica poetica, o quaderno di composizione, o taccuino volante che dir si voglia, si concede una vacanza per tornare, possibililmente in gran forma, agli inizi di settembre.

Da buon cultore di cose estive (nel senso che all’età di oltre mezzo secolo continuo ad affrontare la stagione con la curva emozionale tipica dello scolaro di Terza C: eccitazione insostenibile–adattamento alla lentezza–pigrizia goduriosa–sensualità stremata–prodromi dell’ansia–malumore diffuso–oscura depressione) voglio però congedarmi con una mossa d’anticipo, una limpida entrata alla Baresi su questa creatura multiforme che è l’estate, cercando di impedirle di trasformarsi, come fa sempre, da Sogno a Rimpianto.

Il trucco è semplice, e potrebbe perfino funzionare (tentar non nuoce): cantare la nostalgia della stagione quando questa non è ancora passata – quando non è neppure ancora cominciata. Nel tentativo, anticipando gli eventi e giocherellando con lo spazio/tempo, di prendere lo struggimento in contropiede.

E dunque, un’elegia all’estate prima del suo cominciamento.

A proposito, buona estate a tutti.

 

Eravamo insieme,

qualche sera sottratta a uno dei rari,

sperduti drappelli di momenti

che alcuni definiscono estate

– ma forse è soltanto trascorsa

qualche ora, pigra, non importa:

ciò che conta è lo sfiorarsi,

ancora qui, continuamente ora,

delle nostre voci timide in silenzio,

la peluria lieve dei lobi

a tremare di ciò che non dicemmo

e che ricordo.